#1 INVENTORE

      Adolphe Sax

Adolphe Sax ( 1814-1894 ).


LA NASCITA E IL PERIODO BELGA 

Antoine-Joseph Sax, detto Adolphe, nacque nel 1814 a Dinant, una piccola cittadina situata nel Belgio francofono, da una umile famiglia di costruttori di strumenti musicali in metallo. In quegli anni il Belgio, dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia nell'ottobre del 1813, aveva ottenuto l'indipendenza dalla Francia. Il Congresso di Vienna del 1815 però inserisce il Belgio, all'interno di una fascia di paesi chiamata a fare da cuscinetto contro possibili espansioni francesi: il Regno dei Paesi Bassi, governato dal re Guglielmo I. Adolphe fu figlio d'arte, in quanto suo padre Charles-Joseph Sax, era un costruttore di strumenti musicali a Bruxelles, in particolare flauti, clarinetti e fagotti. Adolphe ereditò fin da giovanissimo la passione del padre e iniziò a costruire flauti e clarinetti per l'esposizione industriale Belga del 1830; negli stessi anni inoltre, iniziò a studiare flauto, clarinetto e armonia al Conservatorio Reale di Bruxelles.


TRASFERIMENTO A PARIGI
 
    
  Saxhorn, 
  brevetto 1845
.
Nel 1842 si trasferì definitivamente a Parigi continuando a lavorare ai suoi strumenti, in particolare ad una famiglia di ottoni a pistoni che presentavano notevoli vantaggi rispetto agli strumenti in uso dell'epoca tanto che vennero battezzati "saxhorns"(strumento a fiato in ottone dotato di pistoni,formato da un tubo cilindrico ricurvo che diventa conico alla fine del padiglione). In questi anni in Francia si dedicò anche a sperimentazioni del suono, che lo portarono ad elaborare nel 1844 la celebre teoria acustica: "il timbro del suono è determinato dalle proporzioni della colonna d'aria e non dal materiale del corpo che la contiene". Questa intuizione gli permise di realizzare strumenti perfetti per intonazione, timbro ed stensione e di caretteristiche sonore e tecniche omogenee tra i membri più gravi e quelli più acuti della stessa famiglia. 


L'INVENZIONE DEL SASSOFONO E LA CATTEDRA DI PARIGI

Hector Belioz,
compositore
francese del 
periodo romantico.
Nel 1846 Sax brevettò il suo strumento più celebre: il sassofono (saxophone, in francese) come risultato del suo tentativo di migliorare il timbro del clarinetto basso. Sax inventò lo strumento già nel 1841 partendo dall'oficleide, uno strumento in ottone predecessore della tuba, sostituendo il bocchino a tazza in ottone con uno ad ancia semplice del clarinetto; dove non sono le vibrazioni delle labbra dello strumentista a trasmettersi alla colonna d'aria nel corpo dello strumento ma quelle di una sottile lamella di legno. Il sassofono fu concepito per banda e per orchestra, con due distinte famiglie, ma quello ad uso orchestrale non godè di grande successo ed oggi è assai rara. L'accoglienza iniziale fu tiepida anche se  questo nuovo strumento "ibrido" pur appartenendo alla famiglia dei legni ed avendone la flessibilità tecnica, permette 
allo stesso tempo un grande volume di suono, paragonabile a quello
degli ottoni. La sua considerazione migliorò quando il grande 
compositore Hector Berlioz dedicò un capitolo di elogio al sassofono
nel celebre "Trattato di strumentazione", grazie al quale venne isituita la prima cattedra
di sassofono al Conservatorio di Parigi dove Sax divenne il primo titolare.


GLI ULTIMI ANNI SFORTUNATI E LA MORTE1

Parallelamente all'attività di inventore, costruttore ed insegnante Sax fondò una piccola casa editrice, dove si dedicò alla riorganizzazione delle bande militari  e progettò anche timpani, strumenti a percussione e addirittura macchine da aerosol; purtroppo però non riuscì mai ad ottenere un vero profitto dalle sue innumerevoli invenzioni, a causa soprattutto di azioni ostili di altri fabbricanti di strumenti che lo portarono in tribunale e lo costrinsero per due volte alla bancarotta. Morì in miseria a Parigi nel 1894 e fu sepolto nel cimitero di Montmartre.

 
IL SAX NEL JAZZ OLTREOCEANO

 
Buddy Bolden, a
New Orleans.


Mentre Sax era in vita il suo strumento venne utilizzato soprattutto nella musica da camera, dalle orchestre e dalle bande militari; dopo la sua morte, quando raggiunse oltreoceano New Orleans e gli Stati Uniti con "il padre del jazz" Buddy Bolden nei primi anni del XX secolo, divenne un punto fermo per la musica Jazz. Tra i jazzisti e il sassofono è stato amore a prima vista: " I musicisti jazz suonano come se cantassero e il sassofono
è un ottimo strumento per farlo. Si può piangere e parlare e piangere e gridare nel sassofono, come si fa con la voce" spiega Jo Santy del
Museo degli Strumenti Musicali di Bruxelles. 


    PER APPROFONDIRE 

- Stephen Cottrell, "The Saxhopone" (capitolo 1 - La vita ai tempi di Adolphe Sax).  

Commenti

Post popolari in questo blog

#7 NEL CINEMA